L’Avv. Davide Cornalba ci consiglia le migliori enciclopedie giuridiche in vendita su internet

Vuoi acquistare un’enciclopedia giuridica ma qual è la migliore? Vediamo quali sono le migliori che possiamo acquistare online, seguendo questa breve classifica inviataci dalla redazione di Davide Cornalba, avvocato di Lodi e Milano, molto attivo sul web grazie al suo blog.

Online, scrive l’Avvocato Davide Cornalba, oggi è possibile trovare proprio di tutto e se da una parte ci imbattiamo in milioni di contenuti gratuiti dall’altra ci imbattiamo sempre nell’incertezza che essi siano affidabili oppure no. Spesso infatti questi contenuti sono scritti da persone comuni, spesso i siti che visitiamo sono semplicemente dei blog e non possiamo perciò essere certi che tutto quello che c’è da sapere su un determinato argomento sia realmente in un articolo. 

Delle volte un semplice articolo non è sufficiente a parlare di un argomento e allora che fare? Quando si tratta di una branca particolare come la giurisprudenza è sempre bene affidarsi a testi affidabili e veritieri, quindi il consiglio è quello di acquistare un’enciclopedia da sfruttare ad ogni esigenza. Ma quali sono le migliori in cui possiamo imbatterci? Scopriamolo in questo articolo. 

COLLEGAMENTI RAPIDI:

DAVIDE CORNALBA

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Perché acquistare un’enciclopedia?

L’enciclopedia giuridica è sicuramente un valido alleato quando si studia giurisprudenza o quando si lavora in campo giuridico. Permette infatti di ottenere informazioni veritiere e affidabili e di riuscire così a svolgere le proprie mansioni nel migliore dei modi. Sono perciò un investimento che ogni persona dovrebbe valutare. 

Ecco la lista delle enciclopedie migliori da poter acquistare

Una lista precisa con le migliori enciclopedie a cui affidarsi:

  • Treccani: un nome una garanzia. È sicuramente una delle migliori enciclopedie che possiamo trovare e che possiamo acquistare anche online. L’enciclopedia giuridica che ci propone è completa dell’aggiornamento fino al XVII. La Treccani è sicuramente la migliore in assoluto completa, conosciuta e perennemente aggiornata. 
  • L’enciclopedia del diritto di Giuffrè Francis Lefebvre S.P.A. arricchita con tutte le novità è un altro dei volumi più completi in cui possiamo imbatterci. In circolazione dal 1958 revisionata continuamente ed è considerata una delle maggiori opere collettive nella cultura italiana. Ogni volume è infatti diretto da un giurista consolidato e che vanta fama ed esperienza nel settore. 

Entrambe le enciclopedie sono corredate di un indice che permette di individuare la norma di riferimento non solo per argomento ma anche per autore della norma. Inoltre sono suddivise in volumi a seconda del settore a cui si riferiscono. Sono entrambe complete e ben organizzate. Entrambe hanno poi una versione digitale a cui poter accedere gratuitamente e accessibile a tutti con contenuti basic per chi non ha un budget da investire.

Le più popolari facoltà di giurisprudenza in Italia 

Quali sono le più popolari facoltà di giurisprudenza sul territorio italiano? Scopriamolo insieme in questo articolo. 

Stai per iscriverti all’Università oppure deve iscriversi tuo figlio? Vuoi conoscere qual è l’università di giurisprudenza maggiormente accreditata sul territorio italiano? Sei capitato nel posto giusto. In questo articolo andremo a scoprire proprio quali sono le più popolari facoltà di giurisprudenza in Italia nell’anno 2021 così da poterti orientare verso la scelta più giusta per te. Anche quest’anno infatti il CENSIS, centro studi investimenti sociali che si occupa di ricerca socio-economica dal 1964 sul territorio italiano, ha pubblicato la sua classifica delle migliori università presenti sul territorio italiano. La classifica è arrivata alla sua ventunesima edizione e rappresenta un punto di riferimento per chiunque voglia iscriversi all’università puntando tutto sull’ateneo migliore. In questo articolo andremo però a vedere nello specifico quali sono le migliori facoltà di giurisprudenza e quindi le più accreditate. 

Altra curiosità: quali sono le migliori università di Giurisprudenza?

Ecco la lista con le 50 università di Giurisprudenza migliori presenti sul territorio italiano:

1.   Università Bocconi di Milano, 109,5 punti

2.   LUISS Guido Carli di Roma, 103,5 punti

3.   Università del Piemonte Orientale, 100,5 punti

4.   Università di Trento, 99,0 punti

5.   Università di Milano-Bicocca, 96 punti

6.   LIUC Cattaneo di Varese, 95 punti

7.   Università di Bologna, 93 punti

8.   Università di Genova, 93 punti 

9.   Università di Modena e Reggio Emilia, 92 punti

10. Università dell’Insubria, 90 punti

11. LUMSA di Roma, 89 punti

12. Università di Firenze, 88,5 punti

13. Università di Perugia, 88,5 punti

14. Università dell’Insubria, 88 punti

15. Università di Torino, 87,5

16. Università di Trieste, 87,5 punti

17. Università di Torino, 87 punti

18. Università di Pavia, 86 punti

19. Università Statale di Milano, 84,5 punti

20. Università Cattolica del Sacro Cuore Milano, 84 punti

21. Università di Urbino Carlo Bo, 84 punti

22. Università di Padova, 84 punti

23. Università di Roma Europea, 83 punti

24. Università di Roma TRE, 83 punti

25. Università di Macerata, 82,5 punti

26. Università di Parma, 82 punti

27. Università di Foggia, 82 punti

28. Università di Napoli Benincasa, 82 punti

29. Università di Brescia, 81,5 punti

30. Università di Ferrara, 81,5 punti

31. Università di Verona 81,5 punti

32. Università di Udine, 81,5 punti

33. Università di Sassari, 81 punti

34. Università di Bergamo, 80,5 punti

35. Università di Siena, 79,5 punti

36. Università di Roma La Sapienza, 79 punti

37. Università di Pisa, 78,5 punti

38. Università di Cagliari, 77 punti

39. Università Roma Link Campus, 77 punti

40. Università di Napoli Federico II, 76 punti

41. LUM J.Monnet, 76 punti

42. Università di Sannio, 76 punti

43. Università del Salento, 75,5 punti

44. Università di Teramo, 75,5 punti

45. Università di Palermo, 75 punti

46. Università di Roma Tor Vergata, 75 punti

47. Università della Calabria, 74,5 punti

48. Università di Bari, 73,5 punti

49. Università di Camerino, 73,5 punti

50. Università di Messina, 73 punti

Disciplina dell’azione legale collettiva in Italia

L’azione collettiva, detta anche class action, è un’azione legale (nei confronti del medesimo soggetto), attraverso la quale è possibile difendere i diritti vantati da una pluralità di soggetti. La class action permette quindi, con un unico procedimento giudiziale, la trattazione di più domande di risarcimento correlate allo stesso tipo di illecito lesivo da parte della medesima impresa. 

L’azione collettiva dopo la riforma

Grazie a una class action, un’intera classe di consumatori, utenti, organizzazioni e associazioni no profit possono agire collettivamente per vie legali al fine di tutelare i diritti individuali contro l’impresa o l’ente gestore di servizi pubblici o di pubblica utilità, che li ha violati. L’istituto fino al 2019 era disciplinato dall’art. 140-bis del Codice del Consumo, ma dopo la riforma questo strumento è passato al Codice Civile. 

A seguito della riforma inoltre, sono cambiati anche i soggetti che vi possono accedere e le circostanze da far valere in giudizio. La nuova class action, infatti, non è più rivolta solo ai consumatori e agli utenti com’era in origine, ma a tutti coloro che avanzano delle pretese risarcitorie. Per questo motivo sono legittimate anche le organizzazioni e le associazioni senza scopo di lucro regolarmente iscritte nell’apposito elenco pubblico del Ministero della Giustizia.

Dal punto di vista oggettivo, la nuova class action sarà esperibile sia in caso di violazioni contrattuali, sia in caso di responsabilità extracontrattuali.  

Come si avvia un’azione collettiva

La domanda per l’azione collettiva si propone con ricorso davanti alla sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale competente dove ha sede l’impresa sotto accusa. Il ricorso e la data d’udienza sono pubblicate dal Ministero della Giustizia entro 10 giorni dal deposito, nell’area pubblica del portale dei servizi telematici.

Entro 30 giorni dalla prima udienza il Tribunale decide con ordinanza sull’ammissibilità della domanda (che viene pubblicata sempre nel portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia) entro 15 giorni dalla pronuncia. La domanda è inammissibile quando:

  • È infondata;
  • Se esiste un conflitto di interessi tra il ricorrente e la parte resistente;
  • Il Tribunale non ravvisa omogeneità dei diritti individuali tutelabili;
  • Se il ricorrente non è in grado di curare in modo adeguato i diritti individuali omogenei fatti valere i giudizio.

Se l’istanza viene dichiarata ammissibile, il procedimento sarà regolato dal rito sommario di cognizione. Nella seconda fase della class action è collocata la decisione sul merito, cioè il Tribunale decide con sentenza se l’azione di classe viene accolta, provvede sulle domande risarcitorie o restitutorie, accerta la lesione dei diritti individuali omogenei e ne precisa i caratteri.

Quando il giudice delegato, con decreto motivato, accoglie in tutto o parzialmente la domanda di adesione, condanna il resistente al pagamento delle somme dovute o delle cose dovute a ogni aderente a titolo di risarcimento o di restituzione. Il provvedimento ha carattere esecutivo, e viene comunicato al resistente, agli aderenti, al rappresentante comune e ai difensori. La parte resistente inoltre, deve corrispondere al rappresentate comune degli aderenti un importo stabilito percentualmente, in base al numero dei componenti della class action in misura progressiva, oltre al rimborso delle spese sostenute e documentate.

La nuova disciplina in ogni caso, entrerà in vigore a ottobre 2020, fino ad allora si continuerà ad applicare la disciplina del Codice del Consumo per illeciti commessi anteriormente.

Imprenditore Salvatore Puglisi Cosentino Chi è

Nel nostro Bel Paese abbiamo molti esempi positivi di imprenditorialità. E quando queste storie positive arrivano da territori considerati ufficialmente più ‘svantaggiati’ rispetto ad altri, allora il merito dei protagonisti diventa ancora più importante. E’ il caso di Salvatore Puglisi Cosentino, imprenditore siciliano (per l’esattezza di Acireale), che partendo e lavorando proprio sul suo territorio è riuscito a creare una realtà di alta eccellenza, che tutt’ora offre lavoro a moltissime persone. Ma andiamo con ordine, snocciolando le gesta di questa eccellenza dell’imprenditoria italiana con il rispetto e l’attenzione che merita. Salvatore Puglisi Cosentino (nato nel 1917), fu costretto negli anni ’30 a lasciare gli studi universitari a causa della morte di suo padre per occuparsi della gestione ed amministrazione dell’attività di famiglia. All’epoca si trattava dell’amministrazione di vasti fondi agricoli, ma già a quei tempi Puglisi Cosentino immaginò le grandi potenzialità di quella attività, mostrando quindi precocemente le sue grandi doti imprenditoriali. Decise di acquistare un grande numero di bovini da latte e, nel 1958 fondò un’impresa che per quell’epoca era assolutamente avanti con i tempi: la Siciliana Latte S.p.A. L’attività innovativa consisteva nella sterilizzazione ed imbottigliamento del latte che producevano, in grande quantità, i bovini che aveva deciso di comprare solo qualche anno prima. Il tutto si svolgeva presso la Centrale del Latte di Catania. L’azienda è cresciuta enormemente negli anni e, negli anni ’80 passa il testimone della gestione al figlio Alfio che fonda il marchio Sole. Anche il figlio di Salvatore Puglisi Cosentino, Alfio, si dimostra un imprenditore capace ed illuminato: sotto la sua direzione, la Sole si espande ancora di più, acquisendo su tutto il territorio italiano impreso che operavano nel settore lattiero e caseario, raggruppandole come Gala Italia S.p.A. Ma tornando a Salvatore Puglisi Cosentino, bisogna evidenziare come si trattasse di un imprenditore veramente ‘di altri tempi’, appassionato e ligio, attivo anche in altri settori come quello editoriale (nel ’56 fondò il quotidiano di Catania ‘Espresso Sera’). Oltre questo, Puglisi Cosentino è stato anche alla guida della Società Regionale Idrominerale S.p.A. e ha offerto un significativo sostegno economico a varie realtà sportive legate al suo territorio (come l’Acireale Calcio, la Pallamano Acireale e la squadra di pallanuoto Polisportiva Pozzillo Acireale). Grazie al suo incessante impegno e agli incredibili risultati ottenuti in ambito imprenditoriale, è stato insignito di numerose onorificenze, tra cui la prestigiosa medaglia come Cavaliere del Lavoro (riconosciutagli il 2 giugno del 1966). Salvatore Puglisi Cosentino è morto nel 1994, ma i risultati del suo lavoro continuano tutt’oggi ad offrire un punto di riferimento per tutti. 

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