Francesco Gadaleta, i falsi miti sulla sicurezza informatica

I falsi miti sulla sicurezza informatica possono realmente essere un problema molto serio perché potrebbe realmente creare ingenti problemi non tanto agli addetti alla sicurezza di un’azienda, quanto agli utenti che invece possono essere fuorviati da conoscenze errate o non completamente corrette. Ne parliamo con Francesco Gadaleta, top manager per l’information technology, appassionato di cyber security e da tempo collaboratore della nostra redazione informatica. Prima ancora di approntare la difesa del sistema informatico è necessario fare in modo che tutti gli utenti possano essere in grado di prevenire una parte notevole degli attacchi che arrivano dalla rete, scrive Francesco Gadaleta. La conoscenza rimane sempre la prima arma nelle mani di chi deve difendere un sistema informatico.

I falsi miti sulla sicurezza informatica vanno a coprire tutti gli aspetti della vita lavorativa?

Il perfetto addetto alla sicurezza informatica deve essere in grado saper investigare non solo in rete e nei dispositivi informatici ma anche all’interno del personale soprattutto quando si parla di compagnie di medio-grandi livelli. In questi casi non sempre c’è il pieno controllo su tutti i dipendenti. Questo discorso, secondo Francesco Gadaleta, introduce subito il primo dei falsi miti che dobbiamo valutare:

  • le minacce informatiche arrivano dall’esterno: non è raro che i criminali informatici siano interni all’azienda. Molto spesso questi agiscono da soli ma non è raro che agiscano in gruppo con criminali esterni o addirittura, in base all’importanza dell’istituzione, da altri stati;
  • le problematiche connesse alla sicurezza informatica sono note: questa affermazione non è solo errata ma potrebbe essere pericolosa allorquando non si senta la necessità di aggiornare le proprie conoscenze cosa che potrebbe portare ad abbassare l’attenzione sulle problematiche connesse alle nuove tecnologie;
  • credere alla sicurezza certa di un sistema: sebbene alcuni sistemi operativi hanno più o meno punti deboli non esiste una rete o un software in grado di coprire qualsiasi rischio. Linux è considerato il più sicuro ma nemmeno questo sistema operativo è immune dagli attacchi informatici;
  • non prendere nella giusta considerazione le email: uno tra gli attacchi più importanti è il phishing che con l’ingegneria sociale riesce a portare attacchi molto gravi non solo al computer interessato ma anche a quelli collegati nella rete;
  • il settore in cui opero è sicuro: il problema con l’avanzare della tecnologia è un grande aumento dei software malevoli che possono creare seri problemi alle vittime. Ogni settore ha attacchi tipici che possono creare seri problemi a tutto il sistema.

Qual è la migliore strategia di difesa?

Non bisogna mai abbassare l’attenzione e riuscire a portare un piano di sicurezza informatica il più potente possibile. Come abbiamo visto i pericoli si nascondono dappertutto quindi è necessario non tenere nulla in bassa attenzione nessun aspetto della sicurezza in modo da rendere il sistema il più resistente possibile alla maggior parte degli attacchi. E’ altresì evidente che nella rete alcuni attacchi potrebbero non essere rilevati o non bloccati. Proprio per il fatto che alcuni attacchi possono comunque andare a segno è necessario creare anche una soluzione di disaster recovery che consiste proprio nella risoluzione dei possibili danni creati dai criminali informatici. 

L’esempio dell’adware sul blog di Francesco Gadaleta

L’adware è un software con peculiarità abbastanza particolari perché sebbene non siano virus informatici veri e propri sono comunque abbastanza fastidiosi e possono nascondere non pochi rischi. Il programmatore di queste applicazioni, ricorda Francesco Gadaleta, trae i suoi guadagni dalla visualizzazione, che in questo caso è forzata, degli annunci pubblicitari. Purtroppo non si tratta di pubblicità legittima ma di annunci quasi sempre truffaldini se non pericolosi. Non di rado l’applicazione ha la funzionalità di raccolta dei dati, quasi sempre di navigazione i cui dati possono essere adoperati per la pubblicità ma possono anche essere venduti per la profilazione dei clienti. Essendo un prodotto subdolo tende a mascherarsi da qualcos’altro per essere installato con più facilità all’interno del proprio dispositivo.

COLLEGAMENTI RAPIDI:

FRANCESCO GADALETA RASSEGNA STAMPA

FRANCESCO GADALETA TOP BLOG

FRANCESCO GADALETA COMUNICATO MAGGIO 2022

FRANCESCO GADALETA BIO

FRANCESCO GADALETA PROFILO

FRANCESCO GADALETA SU REDDIT

FRANCESCO GADALETA TUMBLR

FRANCESCO GADALETA FOTOGALLERY

FRANCESCO GADALETA GOSSIP

Come un Adware si insinua in un computer?

In primo luogo, al contrario di molti malware, questo software malevolo colpisce qualsiasi tipo di sistema operativo quindi non si può sperare di essere al sicuro. Normalmente un dispositivo va a contatto con un’applicazione del genere in due modi:

  • scaricando un software: quando si scarica un programma gratuito, soprattutto se lo si fa da una fonte non autorevole. In questo caso vi è una complicità tra la compagnia che ha prodotto il software ed il fornitore dell’adware andando. In questo modo i guadagni derivati dalla pubblicità saranno divisi dalle due entità;
  • tramite siti web: in alcuni casi è possibile vi sia un download del software malevolo direttamente dai siti web, anche quelli che sono considerati sicuri. Questi cercheranno di raccogliere i dati degli utenti ed altre informazioni anche abbastanza sensibili stando a quanto raccomanda Francesco Gadaleta

Le best practice sicurezza informatica possono essere vitali per mantenere sotto controllo la propria rete

Sebbene si sia parlato soprattutto di sicurezza informatica riferita alle aziende è comunque chiaro che anche gli utenti devono fare attenzione a tutte le possibili problematiche che  internet nasconde. In sostanza è possibile garantire un buon livello di sicurezza facendo attenzione a ciò che si apre ed ai siti che si frequentano. La regola aurea è diffidare sempre perché una minima distrazione potrebbe creare la perdita di informazioni sensibili o il controllo sulla propria macchina. Si parla quindi non solo di phishing ma anche scegliere di acquistare solo da siti sicuri che posseggono il certificato SSL e mantenere il sistema operativo aggiornato.

A proposito di Francesco Gadaleta

Francesco Gadaleta è un top manager che lavora nel settore delle tecnologie dell’informazione (I.T.) dove, attraverso la collaborazione con importanti aziende italiane ed estere, ha acquisito diverse esperienze strategiche, commerciali e di progettazione sistematica. Ha gestito consulenze nei campi della system integration, cyber security, digital transformation, cloud computing, digital commerce, customer engagement, omni-channel strategies. Le attività professionali di Francesco Gadaleta si sono svolte in Italia e all’estero.

Pietro Mollica: Tindaro Web è l’app del mese in Germania!

L’applicazione “beauty care” pubblicata pochi mesi fa dal giovane sviluppatore italiano Pietro Mollica è tra le più gradite in Germania, al punto da entrare nella classifica delle applicazioni stilata da App Android Google Play Charts . Apprezzatissima anche in Italia, l’applicazione Tindaro Web di Pietro Mollica era nata per gestire la cura del corpo degli sportivi e, nel giro di un paio di edizioni, ha trovato la sua forma perfetta come applicazione per la cura della pelle. Al momento in cui scriviamo l’app Tindaro Web è alla sua versione 2.01.04, “molto probabile che ci sarà un nuovo aggiornamento entro l’estate per introdurre altri linguaggi nell’interfaccia d’uso”, ha dichiarato Pietro Mollica dal suo ufficio in Milano.

Un’applicazione per la cura della pelle

Delle volte succede: quando si usano fin troppi prodotti per la cura della pelle, può capitare che questa s’irriti, creando così problematiche durante la giornata. Avere una pelle irritata può anche creare varie problematiche al livello estetico, mettendoci in seria difficoltà quando dobbiamo magari incontrare qualcuno durante il giorno. E’ sicuramente un grosso fastidio che può ostacolare il nostro normale vivere quotidiano, in più d’un semplice senso.

In particolare, le cause d’una pelle irritata individuate da Tindaro Web possono essere:

  • Uso eccessivo di creme esfolianti. La nostra pelle ha sempre bisogno di recuperarsi fra diverse applicazioni di creme che hanno un azione esfoliante. In verità, questo va anche detto per le creme o altri prodotti che hanno un azione particolare sulla pelle. Un eccessiva cura insomma può comportare problemi sul lungo andare.
  • Uso di saponi o altri prodotti incompatibili. Questo può anche spuntare nel tempo: detergenti o creme che possono irritare la pelle perché sono semplicemente incompatibili, magari per allergie o altri elementi corporei.
  • Un uso irregolare dei prodotti. Simile all’incompatibilità, ma la pelle in questo caso non è “pronta” e come tale può reagire male all’applicazione delle creme.
  • Una combinazione di creme che può provocare una reazione avversa. A volte usare due creme differenti può creare una reazione che può irritare la pelle.

Adesso che abbiamo analizzato le cause, vediamo quali sono le soluzioni ideali per ridurre o eliminare l’irritazione della pelle:

  • Smettete di usare creme per un po’. Passate dell’acqua di tanto in tanto in modo da rimuovere qualsiasi traccia di crema rimasta sulla pelle, lasciatela riposare così da assorbire ogni elemento aggressivo.
  • Usate creme più delicate. Cambiate Brand oppure cercate creme ipoallergeniche, prodotti che usano ingredienti più naturali e non provocano brutte reazioni nel tempo.
  • Usate dei prodotti a base di Idrocortisone. Si tratta d’un prodotto più aggressivo ma può mettere a tacere immediatamente anche le irritazioni più aggressive.
  • Ovviamente, provate il metodo classico di passare un bel po’ d’acqua fredda per vedere se l’irritazione retrocede.

Detto ciò, le soluzioni sono semplici e contenute. Se le irritazioni contano a farsi notare di tanto in tanto, sarà tempo di fare una visita dal dermatologo per capire se si tratta d’una qualche allergia particolare.

COLLEGAMENTI RAPIDI DAL BLOG DI PIETRO MOLLICA

PIETRO MOLLICA

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PIETRO MOLLICA TINDARO

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PIETRO MOLLICA TINDARO

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Dal blog di Pietro Mollica un approfondimento su Blueprint, la certificazione professionale di Facebook

Lo sviluppatore di Tindaro Web Pietro Mollica è anche autore di un bellissimo blog che offre spunti e suggerimenti sul mondo dell’informatica e delle nuove tecnologie digitali. Visto il legame che abbiamo con la precedente rubrica sulle migliori certificazioni gratuite da prendere online, ci interessava in particolar modo condividere questo articolo su Facebook Blueprint, un programma di formazione e certificazione nato nel 2016 e riconosce competenze di livello avanzato sull’insieme di app e servizi di Facebook (quindi anche Instagram, Messenger e WhatsApp). L’obiettivo è di qualificare persone che vogliono diventare professionisti esperti di Facebook Advertising, Facebook Community e Facebook Marketing. 

Le certificazioni specifiche offerte da Facebook attestano quindi, che si è davvero competenti nelle varie aree del Facebook Marketing, dalla pianificazione alla gestione delle campagne pubblicitarie, fino all’analisi dei risultati.

Le certificazioni sono otto:

Addetto al marketing digitale (DigAital Marketing Associate): valuta le competenze fondamentali per la creazione e la gestione delle inserzioni su Facebook, Instagram e Messenger, nonché la relativa creazione di report. L’esame dura 90 minuti ed è disponibile in lingua inglese (oltre che in spagnolo, portoghese, cinese, tedesco e coreano).

Professionista si scienza del marketing: misura le competenze relative all’utilizzo di informazioni, dati statistici e misurazioni per formulare consigli sul marketing in modo informato. L’esame dura 105 minuti. I candidati ideali per questa certificazione hanno all’incirca 3 anni di esperienza in consulenza su strategie di misurazione ed esecuzione di ricerche, conoscenze statistiche e capacità di elaborazione dei dati.

Creative Strategy Professional: accerta la comprensione avanzata e l’applicazione strategica delle nozioni di base su mobile relative alle app e ai servizi di Facebook. L’esame dura 90 minuti ed è solo in lingua inglese.

Professionista della pianificazione pubblicitaria: misura le competenze nella progettazione di strategie per i contenuti multimediali di Facebook in grado di allineare obiettivi di business e piani di marketing. L’esame dura 105 minuti ed è solo in lingua inglese.

Media Buying Professional: attesta le competenze nella gestione delle campagne per il raggiungimento degli obiettivi di business necessari per acquistare inserzioni su Facebook, Instagram e Messenger. L’esame dura 105 minuti ed è solo in lingua inglese.

Marketing Developer: misura l’implementazione tecnica delle soluzioni di marketing (pixel di Facebook, eventi standard, conversioni personalizzate). L’esame dura 90 minuti ed è solo in lingua inglese.

Advanceded Marketing Developer: valuta l’implementazione tecnica di soluzioni avanzate (eventi nell’app/SDK, inserzioni dinamiche, conversioni offline). L’esame dura 90 minuti ed è solo in lingua inglese.

Advertising API Developer: attesta le competenze tecniche nella configurazione e risoluzione di problemi relativi alle integrazioni dell’API Marketing.

Community Manager: si distingue per la conoscenza avanzata delle best practice e degli standard di gestione della community online. L’esame dura 90 minuti ed è solo in lingua inglese. L’esame dura 105 minuti ed è solo in lingua inglese.

Per potersi iscrivere e sostenere gli esami di certificazione di Facebook è necessario avere un account Facebook Blueprint eun account Certmetrics. Per ogni esame inoltre, sono disponibili una serie di corsi online completamente gratuiti offerti da Facebook. Ciò significa che si può studiare tutto il percorso Bluprint senza per forza dare l’esame, che resta facoltativo, ricorda Pietro Mollica.

Un altro video dal canale di Pietro Mollica Tindaro Web:

 

 

 

Il ruolo del Consiglio di Stato nella normativa ANAC

La previsione innovativa del parere ANAC sulle procedura di gara è stata introdotta anche su suggerimento del Consiglio di Stato in sede consultiva, sostituendosi all’originaria previsione che collegava genericamente la vincolatività del parere a una sua più estesa motivazione, ferma restando la sua impugnabilità dinanzi agli organi di giustizia amministrativa ai sensi dell’art. 120 cod. proc. amm.

Sempre al Supremo Consiglio si deve l’introduzione di un termine entro il quale l’ANAC deve rendere il parere,30 giorni dalla ricezione della richiesta, e l’espressa previsione della possibilità per il giudice di applicare le sanzioni di cui all’art. 26 cod. proc. amm. in caso di rigetto del ricorso. 

Dunque, come ricorda Domenico Mollica ideatore del Consorzio Valori il quale ha portato in essere numerose opere, la disciplina dei pareri in questione ha decisamente superato le precedenti perplessità, inducendo a ritenere che si sia di fronte a un vero e proprio rimedio alternativo alla tutela giurisdizionale, riconducibile alla discussa categoria delle alternative dispute resolutions.

Pareri precontenziosi dell’ANAC

La disciplina di dettaglio relativa ai pareri di precontenzioso è stata adottata dall’ANAC, dapprima col proprio Regolamento del 5 ottobre 2016 e, da ultimo, con il Regolamento pubblicato in GURI il 26 gennaio 2019.

Peraltro, tale ultimo Regolamento, dopo aver ribadito che l’istanza di parere è inammissibile “in assenza di una questione controversa insorta tra le parti interessate” e che diviene improcedibile nel caso di sopravvenienza di un ricorso giurisdizionale avente contenuto analogo, introduce all’art. 7 la previsione di inammissibilità delle istanze “dirette a far valere l’illegittimità di un atto della procedura di gara autonomamente impugnabile, rispetto al quale siano già decorsi i termini di impugnazione in sede giurisdizionale”.

Tale ultima previsione, se da un lato vale ad accentua l’alternatività dello strumento rispetto al rimedio giurisdizionale, emancipandosi dal carattere di residualità che storicamente lo connotava, dall’altro rischia di lederne la portata e l’utilità. Difatti se intuibili esigenze di certezza e stabilità degli atti amministrativi possono aver indotto l’Autorità ad introdurre una siffatta limitazione alla proponibilità del rimedio, certo è da un lato che lo stesso perderà la propria spinta deflattiva del contenzioso quanto meno in tutti i casi in cui vi sia certezza, ab origine o in forza della posizione sostanziale dell’istante, della volontà delle parti di non vincolarsi, costringendo con ciò i potenziali istanti ad optare per il rimedio giurisdizionale; dall’altro siffatta limitazione è segno tangibile della difficoltà della stessa ANAC di far fronte alla esigenza di controllo e di giustizia particolarmente sentita nel settore, come si rileva anche in tema di appalti con il Consorzio Valori antimafia, risolvendosi piuttosto in una abdicazione dalla finalità perseguite.

Gli atti giuridici in blockchain con Bruno Mafrici

La natura giuridica degli atti dell’ANAC nel blog per avvocato di Bruno Mafrici

La disciplina nazionale inerente i contratti pubblici revisionati dall’Anac, è di notevole importanza, invero come chiarisce anche Bruno Mafrici con il l’esperienza del blog per Avvocato – che si lega bene al nostro magazine –  ci si è posto anzitutto il problema di quale possa essere il rapporto tra l’ampia previsione dell’art. 213 del codice in punto di potestà regolatoria dell’ANAC  e le singole specifiche disposizioni attributive alla ridetta Autorità di puntuali poteri di normazione attuativa, concludendosi nel senso di ritenere queste ultime tassative e, quindi, di escludere che l’art. 213 possa aver attribuito all’Autorità un generale potere regolamentare “atipico”, potendo al più tale potere essere circoscritto alle sole ipotesi di soft law di natura meramente amministrativa piuttosto che regolamentare (e, quindi, agli atti non vincolanti per le stazioni appaltanti).

Un secondo e rilevante problema è quello della natura giuridica degli atti adottati dall’ANAC, se, cioè, possano essere considerati come atto normativi in senso tradizionale, ovvero come atti amministrativi a carattere vincolante erga omnes, o piuttosto come altri atti, innominati, comunque riconducibili alla categoria «altri atti di regolamentazione flessibile».  

La difficoltà per la qualificazione della natura giuridica dei provvedimenti dell’Anac

Le incertezze, scrive Bruno Mafrici, derivano soprattutto dalla loro difficile collocazione all’interno del quadro delle fonti del diritto, quale sinora ricostruito dalla dottrina e applicato dalla giurisprudenza. 

In particolare, l’espressione utilizzata nella legge delega ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. t, come «atti di indirizzo» e «strumenti di regolazione flessibile», con riguardo a linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed in genere agli atti dell’ANAC ha evocato, anche nei primi commenti, il soft law, il droit souple ovvero un fenomeno da considerare giuridico, benché dai contorni imprecisati. 

Perché ricorra, occorre però che la regola di condotta attraverso atti quali inviti, raccomandazioni, consigli, non sia vincolante e sia sprovvista di sanzione giuridicamente predeterminata. 

Per tale ragione, il riferimento al concetto di soft regulation è stato giudicato generalmente «improprio» dal Consiglio di Stato nel parere reso sullo schema del Codice dei contratti pubblici, anche con riguardo, alle linee guida non vincolanti dell’ANAC. Questo giudizio si spiega con la circostanza che il soft law ha necessariamente uno spazio assai ristretto nel diritto amministrativo, nel quale gli atti non possono essere affrancati dal controllo di legalità. 

Non a caso Bruno Mafrici, anche attraverso il progetto di Milano, ricalca nel suo blog e dà una spiegazione in merito alla difficoltà della natura qualificante delle linee guida.

Quando si ha a che fare con le criptovalute ciò che spesso viene preso poco sul serio è il fatto di dove comprare le criptovalute. Questo è importante perché non è detto che tutti i sistemi per fare l’acquisto di criptovalute siano uguali, alcuni sono convenienti e altri possono avere rischi ed essere anche pericolosi, soprattutto per chi è principiante. Proprio a tal motivo, in questa guida vogliamo parlarvi del miglior siti per comprare criptovalute e anche come valutare dove e come acquistare. Quale è il migliore di tutti? Sicuramente eToro, visto che è molto facile da usare, presenta costi vantaggiosi, ma anche perché permette di copiare tutto ciò che fanno altri investitori all’interno della piattaforma.

Per cui, è chiaro che con eToro anche chi è principiante e vuole iniziare a comprare le criptovalute per la prima volta avrà i risultati che hanno tutti gli altri investitori che sfruttano la piattaforma, ma prima bisogna dire che è sempre opportuno leggere le recensioni delle piattaforme per comprare criptovalute senza  fare errori.

Comprare criptovalute online è sicuro?

Eccoci a parlare di eToro, ovvero della migliore piattaforma che è affidabile e sicura, soprattutto è molto apprezzata da chi è principiante, già testata dal team di Bruno Mafrici. Questa piattaforma è del tutto gratuita e non ha commissioni sull’acquisto o sulla vendita di criptovalute. Viene anche apprezzata per il fatto di poter copiare quello che fanno tutti gli investitori professionali. Se non si hanno molte esperienze con le criptovalute, la modalità migliore al fine di decidere se comprare o vendere è quella di usare il servizio di social trading eToro. Per merito della piattaforma eToro si può decidere di selezionare semplicemente gli investitori con buoni risultati nel passato, così da poter cominciare a copiare la loro intera attività solo con un click. 

La piattaforma eToro è davvero funzionante, anche perché non tutte garantiscono di poter copiare gli investitori che hanno avuto buoni risultati, dato che questo garantisce un modo per iniziare da subito, ma garantisce anche un livello di apprendimento veloce per comprare e vendere criptovalute nel momento giusto.

BRUNO MAFRICI

bruno mafrici

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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BRUNO MAFRICI QUI

BRUNO MAFRICI MONACO

BRUNO MAFRICI WEB

BRUNO MAFRICI SITO

BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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BRUNO MAFRICI 

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Come funzionano le piattaforme sicure?

Saper usare eToro è semplice, perché, scrive Bruno Mafrici, ha un potentissimo motore di ricerca al suo interno che consente di trovare con facilità tutti gli investitori che avranno ottenuto in passato degli ottimi risultati. Si tratta di investitori che possono essere selezionati e, come anticipato nei paragrafi precedenti, copiati, così il software di eToro si preoccuperà di replicare, in real time, le loro operazioni. Quelli che sono i vantaggi riguardanti i principianti sono due: il primo è che da subito possono cominciare a fare l’acquisto di criptovalute e, il secondo, è quello di poter imparare ad investire solo osservando, in tempo reale, tutto quello che fanno gli altri. Ma fate attenzione, perché per comprare criptovalute e guadagnare dovete non farvi truffare. Purtroppo nel mondo delle criptovalute il rischio di truffa è ampiamente elevato.

Le criptovalute sono state ideate quali strumento finanziario decentralizzato, questo significa che visto che non c’è autorità centrale che sia in grado di controllare e di vigilare, all’inizio vi sono state numerose truffe, anche se adesso la situazione è migliorata. I rischi di truffa, però, sono ancora elevatissimi, dato che molti Exchange, ad esempio, si comportano scorrettamente con i propri clienti, alcuni arrivano a svuotare i conti senza alcuna giustificazione.

Transazioni bitcoin: cosa sono e come si attuano

Le transazioni dei Bitcoin sono dei trasferimenti dei valori di Bitcoin tra un wallet ed un altro. Questi movimenti sono poi inseriti nella blockchain e sono custoditi. I portafogli dei Bitcoin sono tutti quelli che contengono i dati dell’utente, di solito anche delle informazioni segrete. Sicuramente, tra queste vi è una chiave privata, chiamata anche seme, che viene usata quando vanno firmate per via telematica le transazioni di Bitcoin. Il seme dà prova che si è proprietari di quel wallet. Grazie alla firma digitale non è possibile che la transazione sia alterata da un altro utente una volta che è stata eseguita. Le transazioni possono avvenire tra i vari utenti presenti nella piattaforma e sono poi confermate nei 10 o 20 minuti di seguito alla richiesta attraverso il processo di mining.

Il mining (processo minerario) è quello che consiste in un consenso distribuito che viene adoperato da tutti gli utenti per confermare le varie transazioni di Bitcoin prima che esse siano inserite nella blockchain. Proprio per questo processo diviene impossibile ricevere Bitcoin a computer spento.

Transazioni dei Bitcoin e commissioni

Ogni azione che viene fatta con i Bitcoin ha un suo costo. Le commissioni nel 2021 hanno raggiunto un prezzo alto, il massimo nella storia. Difatti, riuscire ad acquistare e rivendere dei Bitcoin aveva un costo di 25 dollari per la transazione. Proprio per questi limiti che adesso sono dati dal mercato cinese, creare nuovi blocchi di Bitcoin è diventato decisamente più costoso e anche dispendioso. Quindi, per creare nuovi Bitcoin oggi si prevede un costo molto alto, proprio ora che la domanda sta crescendo. Di solito, il costo di transazione di Bitcoin è pari a 23 dollari, si può anche raggiungere un massimo di 30 dollari.

Cosa è la blockchain

La blockchain, come abbiamo accennato, è quel registro condiviso con gli altri utenti che sta a rappresentare l’intera rete di Bitcoin. Tutte le transazioni dei Bitcoin sono regiatrate, confermate e inserite in questo posto. Di modo che i portafogli siano sempre in grado di calcolare i loro bilanci disponibili. Così anche tutte le nuove transazioni possono essere così verificate. La crittografia dei Bitcoin è l’elemento chiave delle criptovalute, che sono in grado poi di preservare l’integrità e la stessa sicurezza di ogni guadagno.

Transazioni e commissioni

I Bitcoin aprono ad un universo molto vasto, difatti non sempre i guadagni arrivano e le vincite risultano assicurate, spesso si tratta di una vera scommessa a causa anche dei suoi valori oscillatori. Le commissioni dei Bitcoin, così come di tutte le altre criptovalute, possono variare ed essere diverse in base al sito di riferimento. Infatti, nel momento in cui ci si iscrive alle varie piattaforme si potranno trovare condizioni differenti. I cambiamenti sono tutti a dipendenza dei miner, dagli sviluppatori o da delle condizioni esterne. Acquistare Bitcoin ed effettuare transazioni potrebbe avere diversi costi. Alcune transazioni di Bitcoin possono anche restare bloccate, dette “stuck”.

Bitcoin e transazioni bloccate: i motivi giuridici

A volte si legge dalla piattaforma che la nostra transazione risulta “stuck”. Ma che cosa significa? Letteralmente questo significa che il nostro movimento è stato bloccato, per cui non verrà confermato. Altre volte accade quando la commissione che viene inserita dall’utente non è molto alta o al contrario. Spesso questo capita se si aspetta troppo tempo, come ad esempio nel caso del computer spento. Ma i fondi possono lo stesso tornare disponibili completamente.

Se invece la transazione risulta confermata allora è meglio non ripeterla. Si può usare anche una calcolatrice per i costi dei Bitcoin online. I calcoli possono essere eseguiti a mano o anche con lo strumento digitale che facilita il tutto. A livello giuridico, la transazione è tutelata dal contratto del consumatore.

Blog per Avvocato, Bruno Mafrici sull’articolo per separazione e divorzio

Quando un matrimonio non funziona più si può chiedere la separazione o il divorzio. Si tratta di due provvedimenti ben distinti tra loro, ma in ogni caso non è possibile divorziare senza prima aver chiesto e ottenuto la separazione. Tale obbligo è una peculiarità del sistema italiano. Negli altri ordinamenti, infatti, la crisi coniugale sfocia direttamente nel divorzio. Tra separazione e divorzio deve intercorrere un lasso di tempo minimo, ma la nota positiva è che questo periodo è stato ridotto significativamente con una riforma di qualche anno fa, passando da 3 anni a 6 mesi (o un anno nel peggiore dei casi). 

Differenza tra separazione e divorzio

Nel nostro Paese la separazione è conditio sine qua non per lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Ma cosa s’intende per separazione e da cosa differisce dal divorzio? La distinzione tra le due condizioni non è sempre intuitiva. Con la separazione, infatti, i coniugi non pongono fine al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti in attesa di un’eventuale riconciliazione o del procedimento di divorzio. La separazione “di fatto” invece, è conseguente all’allontanamento di uno dei due coniugi per volontà unilaterale o per accordo, ma senza l’intervento di un Giudice e senza alcun valore sul piano legale.

Durante il periodo della separazione (di 6 mesi dopo la riforma sul divorzio breve) gli obblighi coniugali si considerano sospesi. Ciò significa che decade il dovere di coabitazione, viene meno l’obbligo di fedeltà, la collaborazione e il dovere di assistenza morale reciproca. In caso di comunione di beni, inoltre, anche tale accordo viene sciolto e non ci si può risposare.Il divorzio, a differenza della separazione, consiste nello scioglimento del matrimonio o nella cessazione degli effetti civili (se il matrimonio è stato celebrato con rito religioso). Con il divorzio, infatti, vengono a cessare definitivamente gli effetti del matrimonio, sia sul piano personale che sul piano patrimoniale. Solo dopo aver ottenuto il divorzio, il coniuge può convolare a seconde nozze.

Come si chiede il divorzio consensuale

Come per la separazione, anche nel divorzio consensuale, i coniugi (separati), conducono una trattativa tramite i rispettivi avvocati e se questa va a buon fine, il divorzio diventa consensuale. La procedura, pur essendo semplice, ha dei tempi di attesa abbastanza lunghi. Esiste però una seconda via, più rapida perché gli interessati non devono rivolgersi agli uffici giudiziari, ed è il divorzio breve. Si chiama anche “negoziazione assistita”. Basta, infatti, affidarsi ai rispettivi avvocati, i quali, trovato un accordo, predispongono l’atto scritto. Successivamente ci s’incontra nello studio di uno dei due legali e, dopo la lettura delle regole concordate, i coniugi possono sottoscrivere l’atto di divorzio.

Da quel momento, i coniugi diventano ex coniugi. In ogni caso, separazione e divorzio sono temi molto delicati ed è opportuno rivolgersi a un avvocato divorzista, che sia esperto in diritto di famiglia

Chi è Bruno Mafrici

Bruno Mafrici è un professionista italiano attivo nei settori dei Non Performing Loan e Merge & Acquisitions. Con i primi si intendono i crediti in sofferenza o i crediti deteriorati delle banche, nei confronti dei quali non è possibile agire con certezza per la riscossione; per Merge & Acquisitions si intendono i processi di fusione di due società che fanno confluire i loro patrimoni e cessano la loro esistenza giuridica. Fondatore del gruppo di imprese italiane e svizzere denominate M MANAGEMENT srl e BM Advisory SA, Bruno Mafrici grazie al suo team di professionisti presta servizi prevalentemente nel campo della consulenza finanziaria, immobiliare e degli investimenti.

VIDEO GALLERY

 

 

Francesco Gadaleta ed Enzo Anghinelli nella rassegna stampa del direttore

Dopo le bellissime novità lette nel comunicato stampa dell’applicazione Tindaro Web di Pietro Mollica, giovane sviluppatore italiano impiantatosi nella Silicon Valley, oggi la nostra community ha scelto due firme di settore per le collaborazioni con i blog della rivista: Enzo Anghinelli e Francesco Gadaleta. Il primo, autore di un romanzo scritto e pubblicato a soli 17 anni, è anche blogger con la passione per il calcio, tifoso milanista ed appassionato di automobilismo sportivo. Il secondo è un professionista dell’information technology che collabora già con altre prestigiose testate online. Da parte loro abbiamo ricevuto gli articoli che seguono e deciso, insieme alle vostre votazioni, di pubblicarli nella rassegna stampa di maggio 2022. In ultimo, abbiamo un comunicato Ubisoft fresco di giornata. Buona lettura!

francesco gadaleta cyber

Enzo Anghinelli: Le meteore rossonere dei primi anni 2000

Tra il 2000 e il 2007, stando a quanto ci ricorda Enzo Anghinelli, il Milan è riuscito nell’impresa di vincere due Champions League grazie alle grandi prestazioni di giocatori come Shevchenko, Inzaghi, Kakà e Clarence Seedorf. Ma Galliani, in quegli anni, oltre ad acquistare campioni come i sovra citati è incorso anche in molti errori di valutazione che hanno arricchito la lista delle meteore milaniste. Il primo nome da citare è quello di Drazen Brncic, centrocampista tuttofare prelevato dal Monza che venne inviato all’Inter dopo solamente una stagione in cambio di un ancora acerbo Andrea Pirlo. Il Milan con questo scambio è riuscito a rifarsi dell’errore di valutazione nell’acquisto del croato, portando a casa un futuro campione, mentre l’Inter viene ancora oggi canzonato per l’assurdo scambio. Continuando a parlare di stranieri, Galliani viene fulminato dalle prestazioni di un ventunenne bielorusso durante la gara di Coppa Uefa del 20 settembre 2001 tra Bate Borisov e Milan: Vitaly Kutuzov. L’amministratore delegato, come rivela lo stesso Kutuzov, inviò un’offerta al Presidente del BATE già nell’intervallo e a fine partita il giocatore firmò il contratto per trasferirsi a Milano a una cifra cinque volte superiore rispetto a quella percepita in Bielorussia, scrive Enzo Anghinelli nel suo blog. Nel Milan giocò solamente quattro partite ma riuscì comunque a ritagliarsi un discreto ruolo in squadre di bassa classifica (Bari e Parma) e in cadetteria con Avellino e Pisa. Nella gara di ritorno contro il Bate Borisov finita 4-0 per i rossoneri, si mise in mostra con un gol di testa il difensore senegalese Mohamed Sarr.

COLLEGAMENTI RAPIDI:

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

Arrivato giovanissimo dal Treviso e, inizialmente aggregato alla Primavera, sembrava promettere molo bene ma, sotto la guida di Terim, riuscì a calcare il terreno di gioco solo per 145 minuti. Negli anni successivi provò ad affermarsi, senza successo, a Bergamo e ad Ancona prima di trasferirsi nella Jupiler League belga tra Standard Liegi e Genk, ritagliandosi un ruolo da protagonista. Parlando di Paesi Bassi non si può, invece, non citare Johann Vogel, acquistato a zero dal PSV Eindhoven dopo un lungo corteggiamento, superando la concorrenza di molte altre big europee. Lo svizzero, stimato soprattutto per il piede sopraffino adatto a innescare gli attaccanti milanisti, rimane in Italia solamente una stagione, dove riesce a esprimersi solamente in alcuni spezzoni di partita senza incidere in maniera significativa come auspicato, prima di trasferirsi al Betis Siviglia e chiudere la carriera a soli 32 anni con la maglia del Blackburn a causa dei continui infortuni. Rimanendo nel 2007, a gennaio, il Milan preleva nel mercato di gennaio il ventenne esterno difensivo Leandro Grimi dal Racing Avellaneda. Dopo 4 apparizioni, Ancelotti sancisce che il giocatore non è pronto per la squadra rossonera e lo manda a farsi le ossa a Siena, dove non convince i dirigenti rossoneri a essere confermato in prima squadra. Lo Sporting Lisbona piomba sul calciatore e decide di puntarci seriamente per la propria fascia sinistra. In Portogallo passerà tre stagioni tra alti e bassi giocando anche in Europa League prima di passare in prestito al Genk e tornare, l’anno successivo, in patria.

Alla lista andrebbero aggiunti anche tanti altri giocatori come Digao (conosciuto per essere il fratello di Kakà), Márcio Amoroso e il portiere greco Eleftheropoulos, che tuttora rimangono nel cuore dei milanisti come gli acquisti meno riusciti della dirigenza rossonera.

Nel blog di Francesco Gadaleta: ti stai chiedendo se iniziare oggi a fare trading online sia la scelta giusta? Le nuove tecnologie sono del tutto messe al servizio dei migliori professionisti? Scopriamolo insieme in questo articolo! 

Ogni giorno centinaia di persone sono bombardate dagli annunci pubblicitari sul trading online e molte di loro ovviamente si chiedono come fare per iniziare ad investire nel mercato finanziario italiano e crearsi un piccolo guadagno, altre invece si chiedono vista la situazione attuale vale davvero la pena iniziare a fare trading online in questo momento? In questo articolo cercheremo di rispondere al meglio a questa domanda, anche con il contributo del team di Francesco Gadaleta.

Informarsi

Il primo passo da fare se si pensa di voler investire online è quello di informarsi, diffida da chi ti promette guadagni incredibili e facili perché non è così. Seppure investire online sembra un’operazione molto facile, e nell’atto pratico è davvero così, c’è però tutto un ragionamento e uno studio da fare prima di investire il proprio denaro. Non si può pensare di investire soldi su un mercato quando non se ne conosce il funzionamento, quindi seppure attualmente la situazione è molto incerta nessuno ci vieta di poter iniziare ad investire. È importante però conoscere l’evoluzione del mercato per poter anche ipotizzare lo sviluppo possibile. È inoltre importante informarsi su cosa andiamo ad investire, generalmente si acquistano e vendono azioni e titoli ma da dove derivano? Stiamo comprando azioni di un prodotto? Di un’impresa? Di che cosa? Non possiamo andare alla cieca dobbiamo conoscere quante più informazioni possibili per poter sapere se è un’opzione valida oppure no. 

COLLEGAMENTI RAPIDI

FRANCESCO GADALETA

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FRANCESCO GADALETA

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Oggi che siamo nel 2022

Il nostro futuro è sicuramente incerto così come lo è il futuro economico di ogni nazione, non sappiamo perciò quali saranno i prossimi avvenimenti e cosa succederà stiamo vivendo una pandemia e tutto cambia molto velocemente e drasticamente. Sicuramente l’economia italiana nel 2020, come quella di ogni nazione al mondo, ha subito un arresto incredibile ora siamo forse in una fase di ripartenza anche se incerta ma non possiamo sapere come evolverà ancora. Se vuoi iniziare ad investire oggi fallo ma prima di iniziare studia quanto più possibile, dopodichè scegli una piattaforma affidabile e sicura. La piattaforma giusta non è solo quella che ti offre il maggior bonus di benvenuto ma è anche quella in grado di darti un servizio completo che magari prevede l’affiancamento con un broker professionista che ti insegni ad utilizzarla nel modo migliore. Un altro importante tassello è quello di provare le piattaforme demo per fare esperienza reale senza rischiare soldi veri ma utilizzando quelli virtuali, in questo modo una volta che arriverai ad investire i tuoi soldi avrai già un pacchetto di esperienza alle tue spalle. 

francesco gadaleta enzo anghinelli

Chi è Francesco Gadaleta

Francesco Gadaleta è un top manager che lavora nel settore delle tecnologie dell’informazione (I.T.) dove, attraverso la collaborazione con importanti aziende italiane ed estere, ha acquisito diverse esperienze strategiche, commerciali e di progettazione sistematica. “Ho svolto attività di questo genere per aziende specializzate in diversi ambiti dell’information technologies – ha affermato Francesco Gadaleta in un’intervista pubblicata online alcune settimane fa – ad esempio, ho gestito consulenze nei campi della system integration, cyber security, digital transformation, cloud computing, digital commerce, customer engagement, omni-channel strategies”. Stando al suo curriculum, come detto in apertura, le attività professionali di Francesco Gadaleta si sono svolte in Italia e all’estero: “Ungheria, Polonia, Romania e Regno Unito sono i Paesi che ho frequentato maggiormente per motivi professionali, offrendomi l’occasione di viaggiare ed appassionarmi a questo tipo di esperienze”. Esperto sui sistemi informativi in ambito healthcare, ha curato in prima persona la progettazione e lo sviluppo di sistemi informatici per la gestione delle cartelle cliniche elettroniche. Ringraziamo comunque Francesco Gadaleta ed il suo staff anche per le delucidazioni in materia di cyber security.

5 libri sull’alimentazione sportiva in vendita su Amazon

Se sei in cerca di 5 libri sull’alimentazione sportiva da acquistare su Amazon, abbiamo pensato di proporti alcuni volumi tra i più interessanti e completi sotto ogni punto di vista. Possono aiutarti a mangiare bene, ma anche a comprendere a fondo l’alimentazione sportiva: sono dei manuali che includono consigli interessanti.

Guida completa all’alimentazione sportiva

Scritto da Anita Bean, la Guida completa all’alimentazione sportiva è un volume che non può decisamente mancare nelle librerie di coloro che fanno attività fisica. Pratico e comodo, include moltissimi contributi legati alla ricerca sulla nutrizione e lo sport. Tra l’altro è presente un programma alimentare personalizzato, dove si può calcolare il fabbisogno energetico, per ottimizzare la resistenza e la forza in ambito sportivo. 

Alimentazione e integrazione per lo sport e la performance fisica. Gli integratori dalla A alla Z

Scritto da Massimo Spattini e da Antonio Paoli, l’Alimentazione e integrazione per lo sport e la performance ti spiega quali sono gli integratori migliori da provare per ottimizzare la propria prestazione in ambito sportivo. Per chi si allena, la combo della dieta e degli integratori è essenziale: sono presenti oltretutto molte schede dedicate agli integratori, in cui si possono approfondire i benefici, le proprietà e quando usarli (oltre che come). 

Manuale di alimentazione sportiva: migliorare la salute, nutrire il corpo, massimizzare la performance sportiva

Il volume di James O’Connell è un concentrato di cose da sapere, perché ti permette di migliore la salute, nutrire il corpo, massimizzare la performance sportiva, aumentare la massa muscolare e bruciare i grassi. Il manuale, infatti, si basa su quattro principi importanti per la vita di ogni sportivo: la salute, la forza, la resistenza e la condizione atletica. Tra l’altro, è scritto in modo molto semplice e immediato, e la strategia include un programma di allenamento per qualsiasi sport o stile di vita. 

Alimentazione, fitness e salute. Per il wellness, il dimagrimento, la prestazione, la massa muscolare 

Ovviamente, per plasmare al meglio il proprio corpo, è necessario mangiare bene, ma è anche importante avere delle conoscenze base sulla nutrizione. Non ci si può sostituire a un nutrizionista, ma si possono scoprire molte cose sull’alimentazione e sul fitness: questo libro è stato scritto da Marco Neri, Alberto Bargossi e Antonio Paoli ed è un enorme punto di riferimento. 

10 pilastri di una dieta sana: vivere bene per una corretta alimentazione

Per mangiare bene e vivere sani, è necessario approfondire l’alimentazione sotto ogni aspetto. Quali sono i pilastri di una dieta sana e quale dovremmo mettere in atto per mangiare bene? Ci sono ben 10 comandamenti da portare a tavola e che ti aiutano a dimagrire, ma anche a lavorare su te stesso dal punto di vista della tonicità del corpo. Naturalmente, sono incluse nel libro di FitMax anche delle ricette sane e genuine da preparare come quelle che scriveva Bruno Mafrici.

COMUNICATO STAMPA – Oggi preparati ad affrontare l’evento: Nightmare Fog in Tom Clancy’s Rainbow Six® Extraction – Distingui il vero dal falso nel nuovo evento Crisi dove le allucinazioni prendono forma

Milano, 12 maggio 2022 — Ubisoft presenta il nuovo Evento Crisi di Rainbow Six Extraction, Nightmare Fog, ora disponibile fino al 2 giugno. Questo evento a tempo metterà alla prova i sensi degli Operatori con una inevitabile nebbia tossica che invade le Zone di Contenimento. Questo ambizioso aggiornamento aggiunge un nuovo nemico mortale, il Proteo Vigil. Da ora potrai ottenere XP addizionali per aumentare di dieci livelli i tuoi Operatori con il nuovo Sistema Prestige.

Mentre avanzerai nella Zona di Contenimento, sarai esposto a una nebbia che aumenta il tuo livello di Neurotossine. Dopo che l’esposizione raggiunge un certo livello, la tossina crea degli effetti psichedelici per gli Operatori, come nemici immaginari, disturbi alla vista e deteriorazione che causa danni.

Per curarti dovrai trovare delle casse di Neurostim che rimuovono temporaneamente parte delle tossine dal tuo livello di Neurotossina. Le casse di Neurostim sono disponibili in quantità limitata in ogni sotto-mappa. Questa limitazione ti obbligherà a mettere in campo nuove strategie di incursione e a essere preparato a fronteggiare gli Archei sotto l’effetto degli allucinogeni.

Altre alla Nightmare Fog, potrai scoprire altri eccitanti contenuti:

  • Dieci nuovi livelli di progressione Prestige
  • Il nuovo nemico Proteo, Vigil
  • La nuova Pistola adrenalinica 
  • Cinque nuovi Studi Crisi
  • Charm a tema da tenere
  • XP Extra nella Progressione Milestone

Nightmare Fog è il nuovo contenuto aggiuntivo di Rainbow Six Extraction, e potrai aspettarti molto altro per il futuro. Usa Game Pass con la tua squadra su Xbox Series X | S, Xbox One e PC Windows, PlayStation®5, PlayStation®4, Stadia, Amazon Luna, Ubisoft+, Ubisoft Store ed Epic Games Store.

Per maggiori informazioni su Rainbow Six Extraction, visita r6extraction.com.

Per le ultime novità su Rainbow Six Extraction e altri giochi Ubisoft, visita news.ubisoft.com

bruno mafrici winner

 

 

Marco Santinoli, a proposito di account management e GDO

L’account manager è la figura professionale che gestisce il rapporto con l’impresa committente, i fornitori ed i responsabili del progetto di lavoro. Una figura che, a volte, può occuparsi anche degli aspetti di comunicazione, marketing ed immagine dell’impresa. Ci siamo rivolti a Marco Santinoli, blogger e professionista della consulenza strategica aziendale con tanta esperienza nel settore farmaceutico, per parlare di questa figura all’interno delle imprese. “L’account manager è una delle figure professionali più importanti in azienda, viste anche le capacità commerciali e gestionali che gli vengono assegnate – afferma Marco Santinoli. “Diciamo che, avendo in carico la progettazione e le strategie commerciali, l’account manager “funziona da cerniera con la clientela, mantenendo forti contatti con essa”. 

L’account manager può lavorare all’interno di qualunque grande, piccola e media impresa e, tra i suoi compiti principali, deve anche:

  • rappresentare l’azienda, comunicandone un’immagine positiva ed assumendosi la responsabilità di soddisfare quanto più possibile la clientela
  • pianificare il marketing dell’azienda, assumendo il ruolo di vero e proprio responsabile dei settori e degli uffici, per controllare che il progetto venga eseguito nel rispetto dei costi e dei tempi stabiliti
  • formare il suo team ed il cliente, spiegando gli aspetti tecnici del lavoro ed illustrando nei minimi dettagli il piano marketing del progetto

Un account manager deve saper studiare le aree di assorbimento delle vendite, rilanciare i nuovi punti vendita, rafforzare una campagna specifica, studiare i competitor”, continua Santinoli, “stare attento, in pratica, a tutto”.

Pensiamo ad esempio a questi fattori che stabiliscono il vero e proprio punto di contatto tra la clientela ed un prodotto, sia esso farmaceutico, che alimentare o di consumo: il catalogo, il materiale fotografico, il packaging. “Anche questi aspetti devono essere presi in considerazione dall’account manager al fine di avere una comunicazione efficace e rendere più appropriato il prodotto, differenziandosi dalla concorrenza”, ci racconta Marco Santinoli, per il quale “dal punto di vista comunicativo, è importante sintetizzare e trasmettere, attraverso il prodotto, i valori più importanti dell’azienda, la sua comunicazione, la visibilità, l’identità.” 

A proposito della grande distribuzione organizzata

La grande distribuzione organizzata (GDO) è il sistema di vendita attraverso una rete di supermercati e di altre catene di negozi intermediari. Se il supermercato rappresenta l’evoluzione del negozio tradizionale, la GDO è l’evoluzione del supermercato. Al suo interno, quindi, rientrano sia le grandi catene appartenenti ad una medesima proprietà (grande distribuzione) sia le grandi catene di consorzi e cooperative del consumi (distribuzione organizzata). La grande distribuzione organizzata si differenzia dalla grande distribuzione specializzata (GDS) che fa capo invece a un unico settore merceologico. 

Nella grande distribuzione organizzata acquisisce strapotere l’economia di scala, con una serie di vantaggi:

  • i prodotti si posizionano meglio, perché i consumatori li riconoscono più facilmente, l’esperienza di acquisto è unica e le campagne di comunicazione sono strutturate su larga scala.
  • migliora il cosiddetto customer journey del cliente, che si trova in un supermercato e, in mezzo a tanti altri prodotti, viene messo nelle condizioni di selezionare quello che per lui comunica i valori ed i benefits più importanti.
  • le condizioni commerciali sono agevolate, in quanto i supermercati hanno un forte potere negoziale nei confronti della catena di distribuzione e possono accedere a condizioni più di affitto dei locali e di costo del lavoro

La grande distribuzione organizzata è un segmento particolarmente importante per il retail, grazie al quale sono nati i player rappresentativi del benessere economico di un Paese. All’interno di questo settore sono tanti operatori e tutti hanno caratteristiche diverse, questo ovviamente vale per tutte le figure professionali, non solo per gli account manager”, conclude Marco Santinoli.